36 CFU Cosa sono e a Cosa servono

36 CFU: Cosa sono e a Cosa servono

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Il percorso verso la professione di insegnante in Italia è regolamentato da una serie di requisiti e abilitazioni, tra cui i famigerati “36 CFU abilitanti”.

Questi crediti formativi rappresentano un passaggio cruciale per coloro che desiderano intraprendere la carriera nell’insegnamento, sia a livello scolastico che universitario.

Nei giorni a venire, finalmente verrà reso pubblico il tanto atteso Decreto riguardante i nuovi percorsi di abilitazione all’insegnamento.

Questa è la concretizzazione delle disposizioni contenute nella Legge n. 79 del 2022, ovvero la riforma sul reclutamento del personale docente, che prevede importanti modifiche nei metodi di selezione.

Ma cosa sono esattamente i 36 CFU abilitanti e in cosa consiste il nuovo percorso dei 60 CFU previsto dal DPCM?

Ne parleremo oggi in questo articolo, continua a leggere.

Cosa sono i 36 CFU

I 36 CFU abilitanti, acronimo di “Crediti Formativi Universitari”, costituiscono un requisito obbligatorio per accedere ai concorsi pubblici per l’insegnamento e per l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole pubbliche italiane.

Si tratta di un insieme di crediti formativi conseguiti attraverso corsi universitari specifici, volti a fornire ai futuri insegnanti le competenze pedagogiche e disciplinari necessarie per svolgere il loro ruolo educativo in modo efficace.

L’obbligo dei 36 CFU abilitanti ha l’obiettivo di innalzare il livello di preparazione e professionalità degli insegnanti italiani.

Prima dell’entrata in vigore di questa normativa, l’abilitazione all’insegnamento si basava spesso su percorsi formativi eterogenei e non sempre adeguatamente centrati sulla didattica e sulle metodologie d’insegnamento.

I 36 CFU abilitanti rappresentano quindi una misura volta a standardizzare e migliorare la formazione degli insegnanti.

Struttura e contenuti dei 36 CFU abilitanti

I 36 CFU sono suddivisi in tre macro-aree di formazione:

36 CFU
  1. Area pedagogica-didattica: Questa area si concentra sulla conoscenza delle teorie pedagogiche, delle metodologie didattiche e dell’organizzazione scolastica. Include corsi che trattano temi come la psicologia dell’apprendimento, la didattica generale e la valutazione delle competenze.
  2. Area disciplinare: Qui sono inclusi corsi specifici legati alle discipline di insegnamento dell’aspirante docente. Questa parte del percorso formativo mira a fornire approfondimenti disciplinari e didattici in linea con le materie che l’insegnante dovrà poi affrontare in classe.
  3. Area laboratoriale e di tirocinio: Questa area è focalizzata sull’esperienza pratica dell’insegnamento. Include tirocini presso scuole o istituti educativi, durante i quali gli aspiranti insegnanti possono mettere in pratica le competenze acquisite nei corsi precedenti e sperimentare direttamente l’ambiente scolastico.

La normativa riguardante i 36 CFU

La riforma sul reclutamento del personale docente richiede, come requisiti di abilitazione, un diploma universitario e il completamento di un percorso di 60 CFU, che comprende crediti in discipline psico-pedagogiche e almeno 20 CFU di tirocinio presso le scuole.

Al termine del conseguimento dei 60 CFU, sarà necessario superare un concorso pubblico a livello nazionale e svolgere un periodo di prova di un anno presso gli Istituti di Istruzione.

Secondo le disposizioni normative, è prevista una fase transitoria che andrà avanti fino a Dicembre 2024, durante la quale potranno partecipare ai concorsi pubblici nazionali i candidati che già possiedono i 30 CFU nelle materie richieste per il percorso di abilitazione, oltre a coloro che hanno ottenuto una laurea e i 24 CFU entro il 31/12/2022.

Ma allora, perché la normativa ha previsto un percorso da 36 CFU? Di cosa si tratta esattamente? Vediamolo subito.

36 CFU: A cosa servono e chi deve integrarli?

Come accennato in precedenza, il DPCM ha stabilito una fase transitoria fino a Dicembre 2024, durante la quale anche coloro che non hanno ottenuto i 60 CFU potranno partecipare ai concorsi pubblici indetti a livello nazionale, a condizione che abbiano completato i 24 CFU precedentemente richiesti, entro il 21/12/2022.

Tuttavia, per queste persone, una volta superato il concorso, sarà necessario completare i CFU mancanti al fine di conseguire i 60 CFU richiesti per l’abilitazione all’insegnamento.

In altre parole, la partecipazione al concorso è aperta a chi possiede i 24 CFU, ma sarà solo dopo aver superato il concorso che sarà necessario integrare i restanti 36 CFU previsti dal Decreto dei 60 CFU, per ottenere l’abilitazione definitiva.

I 36 CFU abilitanti sono diventati un tassello fondamentale per coloro che desiderano intraprendere la carriera di insegnante in Italia.

Questi crediti formativi contribuiscono a creare professionisti preparati e competenti, pronti a guidare le nuove generazioni verso un futuro di apprendimento e crescita.

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A presto!

Lo Staff di RF Consulting

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